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mercoledì 12 agosto 2009

le narratrici... (4)

la pescatrice di perle
- immagina un'isola lunga, con una spiaggia serica tutto intorno, tranne che in un punto, dove si erge una scogliera alta sul mare, contro la quale l'oceano batte e batte ad ogni ora.
proprio sulla cresta della scogliera c'era la casa della pescatrice di perle.
era una casa di legno con il tetto di paglia e finestre su tutti e quattro i lati: una casa piena dell'odore del mare. -
man mano che il racconto proseguiva, sembrava di essere lì, in un'isola equatoriale piena di caldo e di umido. charlotte e rowena, attraverso la tela ricamata, incrostata di mare, spiavano la vita della pescatrice di perle. ignara.
la osservavano alzarsi al mattino, far colazione con cocco e papaya; riempire di frutta una borsa di corda e scendere verso il mare. il piede agile sulla roccia.
restavano con lei tutto il giorno sott'acqua, con le altre pescatrici a cercare perle.
sentivano contro il corpo la pressione del mare, pensavano di non poter più resistere al richiamo dei polmoni che bruciano per il desiderio di aria. la pescatrice risaliva con una due ostriche... con un colpo preciso apriva le valve e cercava sotto il mollusco morbido e fresco fino a trovare lo spessore tondo di una perla, il colore bianco splendente nel sole.
ma, lei, la pescatrice della scogliera non voleva quelle semplici perle, voleva la Perla delle Perle.
la Perla dei desideri, dai riflessi azzurri che certo era in qualche punto del mare ad aspettarla.
di giorno in giorno si faceva più audace, si allontanava sempre più dal gruppo. e, se nei primi tempi cercavano di trattenerla e la cercavano a lungo, ben presto le altre pescatrici rivolsero tutta la loro attenzione al lavoro: esplorare i fondali ed intercettare ostriche perlifere.
la pescatrice della scogliera con la sua piroga si allontanava sempre di più.

si diresse verso altre isole passando tutte le rocce, tutti gli scogli, le barriere coralline dove esseri puntiformi la guardavano attraverso i rami colorati.passarono i giorni e gli anni, i pescatori, i vecchi delle isole dove lei era passata raccontavano la sua storia ai bambini.

sotto un arco di roccia nel profondo del mare, la pescatrice che pochissime volte tornava a prendere aria, che viveva ormai sul pelo dell'acqua, trovò un'ostrica grande, coperta di alghe, incrostata di sassi. e dentro... dentro c'era la Perla. la portò fuori dal mare, sulla spiaggia, per vederla meglio alla luce del sole. era pesante il suo corpo sotto il peso dell'aria... era proprio la sua perla, la perla tanto cercata. la Perla delle Perle con i riflessi azzurri così lucida e brillante da potercisi specchiare.

e, allora, vide. vide il suo corpo che il mare e l'acqua avevano trasformato. vide un essere marino, la pelle dura e scagliosa, i capelli opachi, intrecciati di alghe e coralli. le sua mani, intorno alla perla, contratte e adunche.

lacrime sulla perla, pianse il suo tempo, aveva lì la perla dei desideri e non sapeva cosa chiedere. il tempo perduto? la perduta giovinezza? la bellezza svanita? la conoscenza, la sapienza? l'allegria la passione?

oh, essere una perla, azzurra, perfetta come quella che aveva tra le mani e giacere sul fondo del mare ad ascoltare le storie dei pesci...

... un giorno, tra le alghe verdi, sotto la barriera corallina, un'altra pescatrice desidererà una perla azzurra e tutto ricomincerà da capo!

le narratrici... (3)

... cedric era bello e forte, nobile e generoso di cuore, spietato in battaglia, compassionevole con i vinti, terribile con i traditori. amante irripetibile. rae ne era innamorata. indossava per lui lunghe vesti da maga e vgava nei boschi 'irlanda alla sua ricerca. rae, la strega, preparava unguenti e pozioni, le sue mani lunghe e sottili, (charlotte faceva una pausa guardando le sue...), tritavano erbe misteriose e pallidi fiori dal lungo gambo stemperavano il rosso delle digitali in una bevanda inebriante dal sapore di nettare acidulo...
dal loro arrivo nella grande casa sulla scogliera, immersa negli alberi, rowena e charlotte non avevano fatto altro che narrarsi storie, lontane da orpelli tecnologici, alla ricerca di nuove idee per il loro lavoro.
le loro voci narravano e narravano, mentre passeggiavano nella brughiera, sulla riva del mare, mentre cucinavano, dipingevano o ricamavano.
fino a che nel giardino, zappando intorno al grande ciliegio per seminare narcisi, la zappa urtò qualcosa: una scatola d'avorio incisa con disegni di tralci e fiori. incrostata di radici e terra e chioccioline piccolissime.
la portarono su una roccia triangolare poco lontano dal muro caldo della casa, in un angolo assolato e riparato dove si trovavano due sedili di pietra.
- l'apriamo? -
- apriamo! -
il coperchio cedette senza sforzo. meraviglia pergamene e tele. ogni rotolo un disegno, ogni disegno una scena, ogni scena una storia. sulle tele ricami sontuosi e semplici, racconti di filo.
per tutta la notte si rigirarono insonni, la scatola d'avorio con le sue tele ricamate e le pergamene dipinte era un pensiero ossessivo. nella loro mente voci ttorcigliate che narravano una storia dopo l'altra.
il sole del mattino le trovò in giardino, la scatola sulla roccia, il tè accanto.
rowena sorseggiava guadando la scatola chiusa, i pensieri sospesi come tentacoli alla volta di madreperla azzurra della sua fantasia.
charlotte appoggiata alla pietra masicava biscotti allo zenzero.una mano, quale? di chi? sollevò il coperchio. la tela arrotolata su un cuscinetto di lino con ricami azzurri e argento si dispiega.
un essere marino, con lungi capelli intrecciati di alghe, le dita aguzze, la pelle scagliosa, verdastra...

... continua...

domenica 2 agosto 2009

le narratrici... (2)


la casa


il respiro della grande casa riempiva il giardino. gli alberi disposti in un gradevole miscuglio di generi cantavano con il vento le canzoni dell'isola.
Rowena con le sue dita di cristallo tracciava graffiti luninosi e opache linee di colore.
sotto il palato della scogliera Charlotte raccoglieva conchiglie per farne amuleti contro i folletti di scozia.
gabbiani d'argento colavano a picco nell'acqua e si allontanavano con i pesci nei becchi lucenti stillando tremule gocce iridate.
i piedi nell'acqua Charlotte cercava. cercava una forma, un colore, un respiro marino. cercava un'idea nuova per il suo lavoro.
il bordo tagliente di una valva spezzata le ferì il piede; l'acqua salata lavò via il sangue stemperandolo nel guscio di madreperla in un rosa iridato che, sapeva già, avrebbe inutilmente tentato di riprodurre con i sui miseri pasteli cerosi.
a casa, Rowena dai lunghi capelli le medicò il pide ferito con i suoi unguenti da strega mentre lei seduta nella grande sedia a dondolo le narrava storie.
- raccontami un sogno, Charlotte, raccontami un sogno di erba e di acqua.
un sogno di muschi verdi e placide ombre. -
charlotte, pallida luna, si riempiva di suoni e parole, di echi lontani.
rowena prese la tela del suo ricamo, e con l'ago colorava i racconti di charlotte.
dalle sue labbra rowena vedeva i boschi d'irlanda e il popolo degli gnomi. le gesta di cedric il ribelle riempivano i racconti dell'amica e rowena pensava che era un inganno quel cedric, così perfetto anche per una sbruffona storia irlndese.
charlotte lo amava perdutamente.
mentre il bosco appariva sul lino, cedric faceva capolino tra i rami... ...continua....

sabato 1 agosto 2009

le narratrici...

premessa
Rowena: - Conosco la storia di una narratrice che inventava storie bellissime e meravigliose, dei limpidi quadri di sensazioni. a volte raccontava le sue storie agli amici. tutti aspettavano ansiosamente che pubblicasse qualcosa, per poter ritrovare quelle meraviglie anche senza di lei.

alla sua morte, avvenuta prematuramente e misteriosamente, cercarono a lungo tra le sue carte, i racconti, ma non trovarono nulla.
in tutta la sua vita non aveva scritto neanche un rigo. -
Charlotte: - io invece so la storia di una scrittrice della quale nessuno sapeva nulla. anche le sue storie erano bellissime, significanti, ma lei non ne aveva mai parlato con nessuno.

un giorno scomparve, se ne andò via per sempre.

nella sua casa trovarono centinaia di manoscritti: alcuni di una sola riga, altri di tante pagine. coloro che iniziarono a leggerli, catturati dalle numerose storie, fiabe, fantasie e narrazioni, sono ancora lì e non riescono a liberarsi dalla malìa dei suoi scritti. -